La nostra attenzione è rivolta alle comunità del Gruppo A, in cui il dialetto tradizionale si è conservato meglio e più a lungo, ed è possibile più che altrove osservare le tracce della secolare dinamica assimilazione vs. resistenza ai dialetti siciliani.
I dialetti del Gruppo A configurano 4 microaree in base alle reciproche affinità: 1) il sanfratellano, parlato a San Fratello e, in maniera identica, ad Acquedolci; 2) l’area novarese, che raccoglie le frazioni e i quartieri sparsi degli attuali comuni di Novara di Sicilia e Fondachelli-Fantina; 3) il nicosiano e lo sperlinghese, coppia di dialetti molto affini, di cui il secondo rappresenta la variante rustica del primo, formatasi nel XVI secolo, a partire dal ripopolamento di Sperlinga da parte di famiglie nicosiane provenienti da alcuni quartieri particolarmente conservativi; 4) l’aidonese e il piazzese, dialetti che hanno molto in comune da un punto di vista strutturale (essendo stata Aidone in origine una propaggine di Piazza Armerina), ma che divergono soprattutto nell’evoluzione del vocalismo tonico e in parte atono.